BIOMEGA MULTIVERSO – Cosimo Veneziano 

Presentata da 

Walter Guadagnini 

A cura di 

Beatrice Zanelli e Vincenzo Estremo 

20 febbraio – 29 marzo 2020

 

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia 

Via delle Rosine 18 Torino 

 

Cosimo Veneziano, in collaborazione con il Brain Lab. (Dipartimento di Neuroscienze dell’Università IULM di Milano), ha portato avanti nel 2019 un lavoro transdisciplinare sull’uso delle biotecnologie in ambito agroalimentare. Il progetto riflette sui processi di neuromarketing e sulle modalità di acquisto da parte dei consumatori. Partendo da queste indagini, Veneziano presenta BIOMEGA Multiverso, un’installazione composta da serigrafie e ricami su tessuto, in dialogo con una coppia inedita di vasi in ceramica. Le sculture sono state realizzate con la tecnica dell’ingobbio a partire dall’osservazione di fotografie di oggetti legati alla tradizione agricola, di cui si è perso l’uso, archiviate presso la Fondazione Museo Ettore Guatelli di Ozzano Taro Collecchio (PR). L’intero lavoro insiste sulle diverse modalità di percezione visiva, con l’obiettivo di indurre il visitatore a interrogarsi su quanto queste possano influire sulle sue scelte quotidiane di consumatore.

Tecniche artistiche tradizionali, quali la serigrafia e il ricamo, sono poste a confronto con le nuove tecnologie del vedere. È infatti, attraverso l’utilizzo dell’eye tracker, usato dai laboratori di neuromarketing per tracciare i movimenti oculari automatici e continui, che Veneziano conduce lo spettatore verso nuove letture del visibile. «Una filosofia dell’immagine che è una “produzione di concetti”» come sostiene Vincenzo Estremo, e che si inserisce in una condizione di globalità del vedere e del sapere. In questo senso la fotografia e la sua storia vengono inglobate in un più ampio regime visuale e percettivo nel quale produzione, circolazione e distribuzione rivelano in che modo i saperi possano essere veicolati e resi manifesti attraverso le immagini. 

Veneziano reinterpreta alcune caratteristiche primarie della disciplina fotografica: la costituzione di un archivio e i meccanismi di comunicazione della società di massa. È proprio a partire da un archivio di immagini – stock photos – generalmente utilizzate dalle agenzie di comunicazione per la realizzazione della pubblicità di prodotti alimentari, in particolare di frutta e verdura, e attraverso un lavoro di stilizzazione, che l’artista realizza le sue stampe serigrafiche. «[…] È qui che interviene l’azione – artistica – di Veneziano, che si appropria delle immagini funzionali, le manipola, ne smonta i meccanismi operativi, e infine le sottopone a un processo di trasformazione che le priva del significato originario e apparentemente le traspone sul piano della pura contemplazione formale (le linee astratte che compongono l’altra faccia del pannello), ottenuta modificando anche la tecnica di realizzazione dell’immagine stessa» presenta Walter Guadagnini «Veneziano compie dunque un’operazione duplice: da un lato, agisce sulle immagini originarie come le immagini originarie agiscono sul potenziale osservatore, cioè forzandone la visione, sostanzialmente ingannandole, portandole sul terreno scelto da lui, svelandone così la natura ambigua; dall’altro, con i passaggi dalla fotografia alla serigrafia, al ricamo affievolisce il potere legato alla riproducibilità dell’immagine e alla sua apparente neutralità e oggettività, riportando il centro del discorso nell’ambito della singolarità, di una persino paradossale artigianalità che non si presenta come antistorica, ma piuttosto come momento di sospensione di un flusso acritico, invito a una pausa finalizzata alla riflessione sul presente, e non alla fuga da esso […]».

 

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foto di Andrea Guermani